"Ciò implica realizzare non più una via di discesa, ma di salita; significa alzare i toni; comporta la trascendenza della semplice individualità e della specifica parte, sotoponendosi al Principio; Principio che è il Centro effettivo dell'Essere come persona.
[...] Il passaggio dall'individuale all'universale avviene con la rottura di livello dell'io o dell'egoita'. Ciò implica ricevere l'Iniziazione, quella reale, perché tutte quelle che di solito vengono date oggettivamente sono solo simboliche.
[...] L'individuale opera tramite l'istinto (Yesod), il sentimento (Nezach) e la mente immaginativa (Hod); l'universale tramite l'Intuizione-luce (Tiphereth), l'Amore-armonia (Chesed) e la Volontà (Geburah).
venerdì 8 maggio 2020
giovedì 7 maggio 2020
"Bisogna, dunque, distinguere tra realizzare una Potenza, fino a essere unità con Essa, e porsi sul piano di un dualismo magico e oggettivato.
Certo, il primo metodo implica trasfigurazione di sé, accordo di sé; significa rivoluzionare la propria limitatezza, significa trascendere il formale; il secondo implica solo pratica e addestramento empirico.
L'Albero sephirotico non rappresenta una modalità operativa per accattivarsi la simpatia di qualche sephirah, ma un Sentiero di Fuoco per essere Dei più che uomini, un Sentiero per svelare Kether e, per coloro che sono pronti, integrarsi in Ain Soph Aur."
Certo, il primo metodo implica trasfigurazione di sé, accordo di sé; significa rivoluzionare la propria limitatezza, significa trascendere il formale; il secondo implica solo pratica e addestramento empirico.
L'Albero sephirotico non rappresenta una modalità operativa per accattivarsi la simpatia di qualche sephirah, ma un Sentiero di Fuoco per essere Dei più che uomini, un Sentiero per svelare Kether e, per coloro che sono pronti, integrarsi in Ain Soph Aur."
lunedì 4 maggio 2020
CAPIRE LA NOSTRA VERA NATURA
"Come riuscire a comprendere la nostra vera Natura? E cosa significa davvero capirla?
Ci sono tre aspetti in tale processo. In primo luogo, serve sapere cosa essa sia. In secondo luogo, dobbiamo riconoscerla come nostra propria natura, non come qualcosa di esterno a noi, o come astrazione. Infine, è necessario comprendere il rapporto della nostra vera Natura col resto della manifestazione: pensieri, sentimenti, corpo, oggetti che vediamo, eccetera. Sapere cos'è la vera Natura e che essa è ciò che siamo, conoscere i suoi rapporti con tutto quanto si manifesta, significa avere una comprensione completa. Questa è delucidazione, illuminazione."
"Come riuscire a comprendere la nostra vera Natura? E cosa significa davvero capirla?
Ci sono tre aspetti in tale processo. In primo luogo, serve sapere cosa essa sia. In secondo luogo, dobbiamo riconoscerla come nostra propria natura, non come qualcosa di esterno a noi, o come astrazione. Infine, è necessario comprendere il rapporto della nostra vera Natura col resto della manifestazione: pensieri, sentimenti, corpo, oggetti che vediamo, eccetera. Sapere cos'è la vera Natura e che essa è ciò che siamo, conoscere i suoi rapporti con tutto quanto si manifesta, significa avere una comprensione completa. Questa è delucidazione, illuminazione."
giovedì 13 febbraio 2020
«La successiva rivelazione al mondo di Einstein fu che non essendoci separazione tra il campo di energia in cui consiste lo spazio e la materia di cui si compone, materia ed energia sono la medesima cosa.
[…] Il motivo per cui l’ambiente mi fornisce eventi sincronicistici che riflettono e illustrano in tempo reale i temi su cui sto scrivendo non ha nulla a che fare con una capacità speciale o una condizione spirituale. Nei miei momenti migliori ho imparato a non concepire me stesso come un essere separato dall’ambiente. A volte, quindi, sono consapevole di non essere separato. Gli eventi sincronicistici stanno lì a ricordarmelo.»
«Non esiste una cosa che sia un oggetto separato. Lo spazio è un campo di energia, come un vasto tessuto. Le particelle di materia sono solo aree dove il tessuto è in movimento, oppure è raccolto insieme. Nulla separa gli oggetti; sono tutti una cosa sola. Non c’è uno spazio vuoto; la separazione è un’illusione.»
domenica 15 dicembre 2019
domenica 1 dicembre 2019
Santo individuo Benuhej
Oggi voglio ringraziare pubblicamente il Santo Individuo che rispondeva, quando lo conobbi, al nome di "benuhej".
Egli fu mosso da interesse nei riguardi della mia persona.
I racconti che fece delle sue esperienze mossero in me dati che appartenevano alla mia presenza, spingendoli a manifestarsi coscientemente.
Grazie Benuhej per gli impulsi esserici forniti alla mia Anima.
🙏🎇
Egli fu mosso da interesse nei riguardi della mia persona.
I racconti che fece delle sue esperienze mossero in me dati che appartenevano alla mia presenza, spingendoli a manifestarsi coscientemente.
Grazie Benuhej per gli impulsi esserici forniti alla mia Anima.
🙏🎇
"Fede", "Amore", "Speranza"
La Fede della coscienza è libertà.
La Fede del sentimento è debolezza.
La Fede del corpo è stupidità.
L'Amore della coscienza suscita in risposta l'uguale.
L'Amore del sentimento suscita il contrario.
L'Amore del corpo dipende soltanto dal tipo e dalla polarità.
La Speranza della coscienza è forza.
La Speranza del sentimento è schiavitù.
La Speranza del corpo è malattia.
La Fede della coscienza è libertà.
La Fede del sentimento è debolezza.
La Fede del corpo è stupidità.
L'Amore della coscienza suscita in risposta l'uguale.
L'Amore del sentimento suscita il contrario.
L'Amore del corpo dipende soltanto dal tipo e dalla polarità.
La Speranza della coscienza è forza.
La Speranza del sentimento è schiavitù.
La Speranza del corpo è malattia.
giovedì 18 luglio 2019
«Gli eventi sincronicistici sono uno specchio proposto alla mente dell’osservatore. Se non ne siete consapevoli, oppure se scegliete di non credere a essi, la vostra mente lo rifletterà non presentandovi questi schemi. Non vedo problemi al riguardo; la consapevolezza degli eventi sincronicistici non è una capacità d’importanza critica per la sopravvivenza. Anzi, possono diventare un’inopportuna distrazione. Se tuttavia scegliete di diventare consapevoli degli eventi sincronicistici che vi circondano, con ogni probabilità dovrete convivere con quella conoscenza e con gli eventi sincronicistici per il resto della vostra vita. Una conoscenza del genere diventa parte di ciò che siete, e non si dimentica o si ignora facilmente. Una volta che venite a sapere che la terra non è piatta, è dura tornare indietro.»
domenica 14 luglio 2019
«La sincronicità fa riferimento a quelle coincidenze casuali, e tuttavia apparentemente significative, che arricchiscono la nostra esistenza, a volte sorprendendoci, a volte turbandoci o anche deliziandoci. In occasioni del genere sembra che il cosmo abbia orchestrato questo o quell’evento solo perché noi lo vedessimo. In quel momento sembra di essere irrevocabilmente abbracciati da un universo molto più grande del nostro. Non importa che tale evento sia banale o profondo, perché in quell’istante esso diventa personale, enigmaticamente significativo e cosmico.
Forse non sorprende che fin dagli albori della storia l’umanità abbia cercato un significato più profondo della propria relazione col mondo circostante.»
Forse non sorprende che fin dagli albori della storia l’umanità abbia cercato un significato più profondo della propria relazione col mondo circostante.»
sabato 27 aprile 2019
«Un simbolo rappresenta la Realtà che vive dietro le rappresentazioni; dietro ogni fenomeno, apparenza (māyā) o forma si trova un Principio universale creatore, per quanto invisibile e intangibile sensorialmente. Così, la realtà trascendente può manifestarsi in modo immanente mediante un simbolo. Sotto questa prospettiva l’universo formale stesso è il simbolo della realtà metafisica (grassetto mio). Il simbolo nasconde un principio di verità che occorre carpire e svelare tramite l’intuizione per poi integrarlo a livello di consapevolezza.»
«Muradi aveva detto allora che Dio crea le metafore per gli uomini, e queste metafore sono le loro vite. Pareva che lui vivesse la sua vita come se quello che per i più erano fatti e certezze fossero metafore di un’altra specie di eventi, che si verificavano in un altro modo. Gli eventi della vita erano ombre proiettate da un’altra specie di esseri, pur essendo ombre perfettamente solide. Lui riusciva a vedere attraverso gli intricati arabeschi del tappeto, pur restandoci saldamente sopra.»
martedì 25 dicembre 2018
"Per l'Advaita la Realizzazione avviene tramite la Conoscenza e alla Conoscenza si perviene con l'interrogarsi, l'investigarsi, il comprendersi.
Abbiamo tre tipi di conoscenza: quella che è l'effetto della relazione soggetto-oggetto (conoscenza empirica o ragion pratica, conoscenza dei particolari, cioè indicativa); quella che è l'effetto d'intuizione superconscia (conoscenza sintetica, unitiva o ragion pura) e quella trascendentale, frutto d'identità (conoscenza suprema o d'identità: paravidya). Questi tipi di apprendimento danno tre gradi di verità. A mano a mano che il neofita progredisce, supera e abbandona un certo grado conoscitivo perché questo ha adempiuto al suo scopo."
Abbiamo tre tipi di conoscenza: quella che è l'effetto della relazione soggetto-oggetto (conoscenza empirica o ragion pratica, conoscenza dei particolari, cioè indicativa); quella che è l'effetto d'intuizione superconscia (conoscenza sintetica, unitiva o ragion pura) e quella trascendentale, frutto d'identità (conoscenza suprema o d'identità: paravidya). Questi tipi di apprendimento danno tre gradi di verità. A mano a mano che il neofita progredisce, supera e abbandona un certo grado conoscitivo perché questo ha adempiuto al suo scopo."
sabato 1 ottobre 2016
"Buddha vide che molti intorno a lui, pur essendo consapevoli e altamente sviluppati spiritualmente, continuavano a soffrire; la loro realizzazione non li aveva liberati del tutto.
Quando si rese conto che questo era vero anche per lui stesso, il tema della rinuncia del sé divenne per lui importante.
Risolvere la questione fu il suo compimento finale, l'apice della sua realizzazione e del suo contributo all'umanità."
Quando si rese conto che questo era vero anche per lui stesso, il tema della rinuncia del sé divenne per lui importante.
Risolvere la questione fu il suo compimento finale, l'apice della sua realizzazione e del suo contributo all'umanità."
giovedì 8 settembre 2016
LE QUALITÀ ESSENZIALI
Nell’uomo esistono forme di Vita che non sono riducibili ad altro.
Sono il distillato dell’Esistenza, espressioni dell’intima Realtà, sono Vita nel significato più puro.
Sono in noi, Sono Noi.
L’uomo che entra, seppur fugacemente, in contatto con loro, avverte senza alcuna incertezza che è in Presenza dell’Esperienza che sostiene e vivifica la Realtà.
All’istante comprende che la Vita era in lui e che mai se n’era reso conto.
Comprende la Grandezza, la profondità e l’Infinito.
La precisione, la possanza e l’Eleganza.
La maestosa Verità che egli È.
Le parole s’arrestano e il Pensiero tace.
«Sto sempre andando a casa.
Sto sempre andando alla Casa di mio Padre»
Nell’uomo esistono forme di Vita che non sono riducibili ad altro.
Sono il distillato dell’Esistenza, espressioni dell’intima Realtà, sono Vita nel significato più puro.
Sono in noi, Sono Noi.
L’uomo che entra, seppur fugacemente, in contatto con loro, avverte senza alcuna incertezza che è in Presenza dell’Esperienza che sostiene e vivifica la Realtà.
All’istante comprende che la Vita era in lui e che mai se n’era reso conto.
Comprende la Grandezza, la profondità e l’Infinito.
La precisione, la possanza e l’Eleganza.
La maestosa Verità che egli È.
Le parole s’arrestano e il Pensiero tace.
«Sto sempre andando a casa.
Sto sempre andando alla Casa di mio Padre»
lunedì 27 giugno 2016
Per un lungo periodo non riuscivo più a contattare la mia anima, cosa che riuscivo a fare fino all’adolescenza.
Quando avevo un contatto con l’anima, era l’esperienza del dolore, sofferenza, vuoto.
La luce era svanita, razzolavo tra una rissa e una sbornia, un atto di teppismo e un profondo abbattimento.
Sapevo d’essere in un pantano dal quale era difficile emergere.
Quello era solo il pianto della mia Anima.
Poi, inaspettatamente, Ella giunse.
Ammantata di splendore.
Radiosa e dolce, non potevo contenere la vastità d’Essa. Trooppo piccolo ero, Ella riempiva ogni spazio che pur trovava dentro Me.
Quando avevo un contatto con l’anima, era l’esperienza del dolore, sofferenza, vuoto.
La luce era svanita, razzolavo tra una rissa e una sbornia, un atto di teppismo e un profondo abbattimento.
Sapevo d’essere in un pantano dal quale era difficile emergere.
Quello era solo il pianto della mia Anima.
Poi, inaspettatamente, Ella giunse.
Ammantata di splendore.
Radiosa e dolce, non potevo contenere la vastità d’Essa. Trooppo piccolo ero, Ella riempiva ogni spazio che pur trovava dentro Me.
venerdì 1 aprile 2016
"Viviamo in un mondo misterioso, meraviglioso e di grande bellezza, ma molti di noi non riconoscono questo mondo reale, e si ritrovano in un mondo privo di senso, immersi nel conflitto e nella sofferenza. Ciò accade perché non vivono secondo le loro reali potenzialità, che potrebbero però realizzare se sviluppassero la loro essenza. L'essenza è la parte innata dell'essere umano, la sola che può vivere nel mondo reale."
domenica 29 marzo 2015
ANGELI
Oggi ho deciso di scrivere qualcosa sugli Angeli.
Il pudore nell’accostarmi a tale argomento è ora oltrepassato dal desiderio di descrivere qualcosa di tali esseri, nel tentativo, umile di ringraziarli.
Nel cammino di un uomo può accadere d’imbattersi nelle entità che nella cultura occidentale attuale chiamiamo “Angeli”.
Tali esseri sono rappresentati dall’uomo come creature alate di aspetto nobile e bellissimo.
Ecco, nel leggere questo mio scritto, tentate di mettere da parte questa immagine, perché limitante e associata, in maniera imprescindibile, alla cultura cristiana.
Gli Angeli non appartengono alla cultura cristiana più che a quella ebraica o musulmana.
Allo stesso modo gli uomini non appartengono alla cultura di una delle fedi esposte un rigo sopra.
Gli Angeli esistono alla medesima maniera in cui, nella Creazione, esistono gli uomini, gli animali, spiriti vari.
La loro forma è molto più raffinata della nostra e, come tutte le forme, a un certo livello di profondità della Realtà si dissolve, per rivelare la propria inconsistenza.
Anche gli Angeli, cioè, come l’uomo, l’animale, il minerale, sono una manifestazione dell’unica ed eterna Realtà. Sono una manifestazione della Realtà assoluta.
Gli Angeli sono più vicini al Creatore e alla Fonte eterna rispetto agli uomini, ma la loro realtà più intima è la medesima.
Quindi, caduta nell’uomo l’illusione che lo porta a considerarsi un essere separato da tutto il resto, con una propria imprescindibile identità, cade in lui anche il sogno che lo porta a ritenersi differente e disgiunto dagli Angeli e da tutti gli esseri a lui superiori.
Premesso ciò, così come esistono la “manifestazione” cavallo, la “manifestazione” anatra e quella uomo, esiste la “manifestazione” Angelo.
I piani di esistenza non sono i medesimi, essendo il piano di esistenza angelico più sottile.
Tuttavia è possibile per un uomo entrare in relazione con un Angelo, allorché costui lo ritenga appropriato.
Un Angelo è infinitamente superiore a qualunque uomo, maestro o illuminato che sia.
Le sue capacità non sono immaginabili da un essere umano, così come le sue responsabilità.
Quando cadiamo nelle paranoie sul mondo che va male, sui cattivi che comandano la Terra, sulla massoneria o sui grandi e omnipervasivi complotti ai danni della popolazione umana da parte di poche caste segrete, dovremmo ricordarci che tutto questo è tollerato e lasciato essere da creature infinitamente superiori per intelletto e sentimenti a qualunque essere umano.
Creature che hanno scopi e lungimiranza che noi non possiamo in alcun modo valutare.
Esseri che conoscono l’amore e la giustizia in una maniera eccelsa.
Che sovrintendono all’equilibrio della Creazione, da prima che noi uomini emettessimo il primo, sospirato vagito.
Esseri che hanno una pazienza infinita, bontà, humor.
Esseri che mi consentano, in questo mio piccolo scritto, di ringraziarli per la benevolenza e la simpatia che accordano a questo, piccolo, insolente ;)
Oggi ho deciso di scrivere qualcosa sugli Angeli.
Il pudore nell’accostarmi a tale argomento è ora oltrepassato dal desiderio di descrivere qualcosa di tali esseri, nel tentativo, umile di ringraziarli.
Nel cammino di un uomo può accadere d’imbattersi nelle entità che nella cultura occidentale attuale chiamiamo “Angeli”.
Tali esseri sono rappresentati dall’uomo come creature alate di aspetto nobile e bellissimo.
Ecco, nel leggere questo mio scritto, tentate di mettere da parte questa immagine, perché limitante e associata, in maniera imprescindibile, alla cultura cristiana.
Gli Angeli non appartengono alla cultura cristiana più che a quella ebraica o musulmana.
Allo stesso modo gli uomini non appartengono alla cultura di una delle fedi esposte un rigo sopra.
Gli Angeli esistono alla medesima maniera in cui, nella Creazione, esistono gli uomini, gli animali, spiriti vari.
La loro forma è molto più raffinata della nostra e, come tutte le forme, a un certo livello di profondità della Realtà si dissolve, per rivelare la propria inconsistenza.
Anche gli Angeli, cioè, come l’uomo, l’animale, il minerale, sono una manifestazione dell’unica ed eterna Realtà. Sono una manifestazione della Realtà assoluta.
Gli Angeli sono più vicini al Creatore e alla Fonte eterna rispetto agli uomini, ma la loro realtà più intima è la medesima.
Quindi, caduta nell’uomo l’illusione che lo porta a considerarsi un essere separato da tutto il resto, con una propria imprescindibile identità, cade in lui anche il sogno che lo porta a ritenersi differente e disgiunto dagli Angeli e da tutti gli esseri a lui superiori.
Premesso ciò, così come esistono la “manifestazione” cavallo, la “manifestazione” anatra e quella uomo, esiste la “manifestazione” Angelo.
I piani di esistenza non sono i medesimi, essendo il piano di esistenza angelico più sottile.
Tuttavia è possibile per un uomo entrare in relazione con un Angelo, allorché costui lo ritenga appropriato.
Un Angelo è infinitamente superiore a qualunque uomo, maestro o illuminato che sia.
Le sue capacità non sono immaginabili da un essere umano, così come le sue responsabilità.
Quando cadiamo nelle paranoie sul mondo che va male, sui cattivi che comandano la Terra, sulla massoneria o sui grandi e omnipervasivi complotti ai danni della popolazione umana da parte di poche caste segrete, dovremmo ricordarci che tutto questo è tollerato e lasciato essere da creature infinitamente superiori per intelletto e sentimenti a qualunque essere umano.
Creature che hanno scopi e lungimiranza che noi non possiamo in alcun modo valutare.
Esseri che conoscono l’amore e la giustizia in una maniera eccelsa.
Che sovrintendono all’equilibrio della Creazione, da prima che noi uomini emettessimo il primo, sospirato vagito.
Esseri che hanno una pazienza infinita, bontà, humor.
Esseri che mi consentano, in questo mio piccolo scritto, di ringraziarli per la benevolenza e la simpatia che accordano a questo, piccolo, insolente ;)
martedì 6 gennaio 2015
"LA COSCIENZA UMANA ORDINARIA, ANCHE NEI PIU' SVILUPPATI, ANCHE IN PERSONE DI GRANDE TALENTO E GRANDE REALIZZAZIONE, E' UN MOVIMENTO VOLTO ALL'ESTERNO - TUTTE LE ENERGIE SONO DIRETTE ALL'ESTERNO, L'INTERA COSCIENZA SI RIVERSA ALL'ESTERNO; E SE QUALCOSA E' VOLTO ALL'INTERNO, E' MOLTO PICCOLO, MOLTO RARO, MOLTO FRAMMENTARIO."
E' TEMPO CHE LA COSCIENZA RIENTRI IN SE STESSA,
CHE L'UOMO CESSI DI SOGNARE
CHE TUTTO RIACQUISTI LA PROSPETTIVA REALE
AUM ॐ
sabato 3 gennaio 2015
"La coscienza umana ordinaria, anche nei più sviluppati, anche in persone di grande talento e grande realizzazione, è un movimento volto all'esterno [...]; e se qualcosa è volto all'interno, è molto piccolo, molto raro, molto frammentario...
... accade solo sotto la pressione di circostanze molto speciali, shock violenti, gli shock che la vita dà precisamente con l'intenzione di invertire leggermente questo movimento di esteriorizzazione della coscienza."(Mère)
Mi domando: qual è l'intento corretto di un uomo che decida per vocazione di esprimersi in un linguaggio artistico? Che cosa egli deve puntare a esprimere? E in che modo?
L'uomo può fornire una rappresentazione della verità, della vita, di come egli la percepisce.
Può mostrare a un altro essere umano se stesso, ma un se stesso che trascenda la propria dimensione personale, che possa estendersi a un livello tale da risuonare nella vastità di un grande numero di persone.
Un se stesso che mostri ai propri fratelli il loro riflesso allo specchio.
Se una rappresentazione è fedele alla verità, si aprirà spontaneamente a una dimensione altra, di ordine superiore. Si schiuderà un varco verso un'integrità fondata su principi quali Bellezza, Armonia, Giustizia.
S'accorcerà la distanza fra uomo e Dio.
I mezzi per realizzare questo, l'artista deve sceglierli all'interno delle forme che il linguaggio prescelto è in grado di fornire.
E' importante quindi conoscere bene il mezzo espressivo che s'intende adoperare, perché la propria risonanza con la verità possa manifestarsi con efficacia.
Quando avviene una congiuntura armoniosa, ecco la nascita di opere di grande maestosità, autenticità, impatto.
Ecco che la propria conoscenza della verità si trasmette a chiunque sia abile nel decifrare il linguaggio artistico adoperato.
Ecco che l'esperienza di fruizione dell'opera diventa benedetta dal Creatore.
Opere che risuonano di verità:
"Benkei a New York", di Jinpachi Mori e Jiro Taniguchi FUMETTO (edito in Italia da Edizioni Star Comics, 2002)
"Insomnia", scritto da Hillary Seitz e diretto da Cristopher Nolan FILM
"La grande bellezza", scritto da Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, diretto da Sorrentino FILM
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